Risultati

I progetti, raccontati attraverso la coerenza

Questa sezione raccoglie i case study: il punto di partenza, le fratture individuate, le scelte fatte e ciò che è cambiato.

Case study 01

Pathé Suisse

Il cinema come esperienza premium

Spreitenbach, 2024 (realizzato) · Genève e Lausanne, dal 2025 (in fase finale di progettazione)

Concept, direzione creativa, rebranding delle aree premium

La lounge, vista d'insieme
03 — La lounge, vista d'insieme

01 — Il contesto e la promessa

Pathé propone in Svizzera un cinema di fascia alta: aree riservate, servizio dedicato, sale con poltrone e letti. È un'esperienza che deve valere il prezzo del biglietto già prima che si spengano le luci.

La promessa era dichiarata. Andava resa visibile nello spazio, nei materiali e nel nome.

02 — La mappa delle fratture

  • Identity — le aree premium si chiamavano semplicemente “VIP”. Era un'etichetta, non un'identità.
  • Space — l'attesa prima del film era un passaggio, non un luogo.
  • Material — le superfici non raccontavano il livello dell'offerta.
  • Experience — luce, suono e comfort andavano pensati come un unico rituale.
  • Narrative — mancava un racconto capace di preparare al film.

03 — Le scelte e i risultati

Spreitenbach, 2024: realizzato

Ho seguito il progetto dal concept alla realizzazione.

Il percorso comincia al piano inferiore, tra una parete di muschio, licheni e altalene sospese: il tempo cambia già ritmo. Si sale in ascensore e, all'apertura delle porte, si trova una parete di verde stabilizzato con il logo Pathé retroilluminato. Il marchio diventa materia, non decorazione.

Da lì si apre la lounge, con pareti verde foresta intenso, moquette petrolio, poltrone in velluto ruggine e ocra e un soffitto a doghe in legno. Il bar è una vetrina luminosa di bottiglie, piante e vasi in ottone. Chi arriva dalle scale entra da un portale dorato.

L'atmosfera, di ispirazione lynchiana, gioca su intimità, attesa e un filo di tensione, e prosegue fino alle sale: velluti e pied-de-poule in una, letti nell'altra.

Piano inferiore: altalene e parete di muschio, licheni
01 — Piano inferiore: altalene e parete di muschio, licheni
Uscita dall'ascensore: il logo sulla parete di verde stabilizzato
02 — Uscita dall'ascensore: il logo sulla parete di verde stabilizzato
Il portale dorato dalle scale
04 — Il portale dorato dalle scale
Il bar a vetrina
05 — Il bar a vetrina
La sala con i letti
06 — La sala con i letti
La sala con velluti e pied-de-poule
07 — La sala con velluti e pied-de-poule

Rebranding delle aree premium

Ho curato lo studio per sostituire la denominazione “VIP” con un'identità propria, coerente con l'esperienza offerta. Il nuovo nome è in via di ufficializzazione.

Genève e Lausanne, dal 2025: in fase finale di progettazione

Ho consegnato concept, palette, materiali e indicazioni sugli arredi agli architetti, che li traducono in progetto esecutivo e seguono i lavori.

Cosa è cambiato

Dopo Spreitenbach, Pathé ha scelto di estendere lo stesso approccio a due nuove sedi. Il metodo è diventato il modello.

Spreitenbach, 2024

Guarda il video dello spazio

Studio pittorico

Studio pittorico

Un disegno nato durante il progetto, un pattern ripetibile che racchiude in pochi gesti la palette dello spazio: verde, ruggine, ocra e cielo.

Case study 02

The Cube Magazine & ICON

La coerenza editoriale tra testata e declinazioni di partnership

Direzione creativa, identità visiva e regia di pubblicazione · 4 numeri/anno + edizioni speciali ICON

01 — Il contesto e la promessa

The Cube Magazine è una testata periodica dedicata all'architettura, al design d'interni e al lifestyle contemporaneo con quattro uscite annuali. Accanto alla testata regolare nasce ICON, una collana di edizioni speciali monografiche concepita come strumento di comunicazione sartoriale per partner selezionati (come l'edizione per il decennale di Contract District Group).

La sfida: ogni numero e ogni partner portano contenuti, linguaggi e obiettivi commerciali differenti. La promessa è mantenere la rivista sempre riconoscibile come oggetto editoriale di pregio, impedendo che l'esigenza promozionale del partner svilisca l'autorevolezza della testata.

02 — La mappa delle fratture

  • Identity — Il rischio frequente dei prodotti commerciali è diventare brochure pubblicitarie: il partner deve essere celebrato dentro un'identità giornalistica autonoma, non attraverso l'autocelebrazione.
  • Space (Layout) — Il ritmo della pagina e il respiro visivo: la griglia deve accogliere architetture, materiali e ritratti senza mai apparire satura o rumorosa.
  • Material — La transizione tra carta stampata e sfogliabile digitale: l'esperienza tattile e la fruizione a schermo devono trasmettere lo stesso peso e la stessa cura tipografica.
  • Experience — Il tempo di lettura: condurre il lettore in una narrazione fluida dove interviste, dettagli tecnici e lifestyle convivono con naturalezza.
  • Narrative — Parlare il linguaggio del progetto, non quello della vendita: dare ai brand partner lo status di protagonisti del design attraverso un punto di vista critico e sofisticato.

ICON Edition · 1/2026

La rivista, da sfogliare

Un'esperienza editoriale pensata per conservare a schermo il ritmo, il peso e la cura dell'edizione stampata.

03 — Le scelte e i risultati

La direzione creativa come filtro di qualità

Non un semplice impaginato, ma una direzione che coordina fotografi, redattori e grafici. Ogni uscita ridefinisce palette, accenti e gerarchie visive, mantenendo immutata l'ossatura tipografica della testata.

ICON: il prodotto speciale

Un formato ibrido ad alto impatto che nobilita la collaborazione commerciale, trasformando la ricorrenza del partner in un documento di cultura visiva da conservare e sfogliare.

La coerenza nel tempo

La capacità di mantenere un tono sofisticato e coerente su quattro numeri annuali della testata, accogliendo al contempo le edizioni speciali dedicate ai partner senza mai piegare il livello editoriale.

Case study 03

NONÒZIO

Un atelier che diventa marchio

2025 studio · 2026 apertura · in corso

Direttore generale: ideazione del progetto e definizione delle linee guida

NONÒZIO, il salone giallo con divano in velluto e lampadario a foglie di ginkgo
Progetto
NONÒZIO, atelier e spazio di interior design
Luogo
Via Marsala 13, Milano, tra Brera e Porta Nuova
Partner
Barbara Frua De Angeli, Pictalab
Ruolo
Direttore generale: ideazione del progetto e definizione delle linee guida
Lente del metodo
Supervisore
Periodo
2025 studio · 2026 apertura · in corso

NONÒZIO nasce da un’intuizione: mettere nello stesso luogo lo sguardo decorativo di Barbara Frua De Angeli e la capacità produttiva di Pictalab con Orsola Clerici e Chiara Troglio, le artiste fondatrici, e dare a questo incontro un nome, una voce e una forma riconoscibili. Ne sono l’ideatore e ne seguo la costruzione, con un obiettivo dichiarato fin dall’inizio: trasformare un atelier in un brand indipendente.

01

Il contesto e la promessa

Uno spazio all’angolo di Corso Garibaldi, tra Brera e Porta Nuova. Due competenze complementari, chi disegna e chi produce, e attorno a loro tutti gli artigiani che entrano in una casa quando la si rinnova: dalla paralumaia al tappezziere, dalla pittrice all’artista.

NONÒZIO è un contenitore di arredi, arte e manufatti, di oggetti che raccontano viaggi e memorie. Proprio come in una casa. Entrarci è un viaggio.

La promessa: un luogo in cui l’interior design non si mostra come in uno showroom, ma si vive, nel segno della ricerca del bello, del colore e della qualità artigianale. Uno spazio di vendita e di ispirazione insieme, con un tono elegante, caldo, diretto e mai commerciale.

NONÒZIO, parete dorata con specchi e appliquesNONÒZIO, lampada su parete rossa con vista sul salone gialloNONÒZIO, sedia verde su parete dipinta con piume e tappeti
02

La mappa delle fratture

Lo studio preliminare, condotto nel 2025 attraverso le cinque lenti del Coherence Audit, ha messo in evidenza i punti in cui la promessa rischiava di incrinarsi.

  • Identity — Il rischio di essere letto come la vetrina di un produttore o come lo studio di una designer, e non come un progetto con una voce propria.
  • Space — Un marchio che coincide con un indirizzo. NONÒZIO doveva esistere come brand, non solo come luogo.
  • Material — Mani, mestieri e oggetti di provenienza diversa, da far parlare con una sola grammatica.
  • Experience — L’equilibrio tra ispirazione e vendita: accogliere senza spingere, vendere senza perdere il tono.
  • Narrative — Un nome nuovo, ancora senza storia. Una storia da scrivere togliendo, non aggiungendo.

Le priorità:

  • —costruire l’identità prima dello spazio;
  • —definire un unico linguaggio, verbale e visivo;
  • —rendere il marchio autonomo dal luogo, a partire da prodotti propri.
03

Le scelte e i risultati

Le scelte messe in atto:

  • —Linee guida di identità e di tono: elegante, caldo, diretto, mai commerciale.
  • —Una rete di artigiani e artisti coinvolti come parte del progetto, non come fornitori.
  • —Un linguaggio visivo unico per i contenuti digitali, di gusto Art Déco essenziale.
  • —Strumenti di gestione: struttura dei prezzi, controllo di vendite, costi e cassa.
  • —Un sistema di relazione con la clientela pensato per accompagnare il cliente dopo la visita.
  • —Il lancio in occasione del Salone del Mobile 2026, con listini e documentazione dedicati.
  • —Le prime linee di prodotti a marchio NONÒZIO.

Cosa è cambiato:

  • —NONÒZIO ha attratto da subito la sua nicchia: chi cerca il bello, il colore e la qualità che solo l’artigianalità sa dare.
  • —Un successo di visite e di vendite, e un flusso di contatti in costante crescita.
  • —Dalla cerchia di chi già conosceva Barbara Frua De Angeli e il team di Pictalab a una clientela nuova, che arriva per il nome NONÒZIO.
  • —Una forte presenza di clienti internazionali, attratti da una Milano che oggi accoglie persone da tutto il mondo.
  • —Un progetto riconoscibile con un nome proprio, non più la somma di due attività.

Questo è il lavoro che faccio. Si chiama coerenza.